VANGELO di Domenica 15 febbraio

Mc 1, 40-45 – Dal Vangelo secondo Marco

«Se vuoi, puoi purificarmi!»

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano,lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Domenica 8 Febbraio, Dal Vangelo secondo Marco

 don 8 febbraio

“Guarì molti che erano affetti da molte malattie”. Mc 1, 29- 39

Domenica 8 Febbraio,

Mc 1, 29-39 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

Buona settimana e Buona preghiera

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DOMENICA 1 FEBBRAIO

Dal Vangelo secondo Marco, Mc 1, 21- 28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

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CHE COSA VUOI DA NOI, GESù NAZARENO? Sei venuto a rovinarci?” Questi interrogativi sembrano terribili, eppure quando nella nostra vita abbiamo sperimentato il male, queste domande possono diventare affermazioni, motivo di rabbia contro il Signore.

Il male spiazza, tormenta, devasta, allontana, divide e fa soffrire senza dare speranza. Viviamo in un oceano di messaggi superficiali che hanno la forza della seduzione e della manipolazione, che offrono apparenti sicurezze. Gesù è venuto per liberarci dal male, per metterlo a tacere, questo non dobbiamo mai dimenticarcelo.

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Domenica 25 Gennaio

DOMENICA 25/1/2014

Mc 1, 14-20
Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

mani-croce-dbOltre a consigliarvi la lettura e la meditazione del Vangelo di domenica, vi proponiamo anche questa lettura,utilizzata in alcune varianti delle letture proposte per Lunedì 26/1, dati i molteplici spunti di riflessione che essa offre.

 

 

Marco 3,22-30

Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;  se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire.  Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l’uomo forte; allora ne saccheggerà la casa.  In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito immondo».

 

Oggi è diffusa l’dea che si possa salvare qualcosa di autenticamente umano rimuovendo le relazione di fraternità della sfera pubblica. Divisi gli uni e gli altri non c’è felicità, né umanità piena. Uno storico economista scrisse: ” Faticate per il vostro interesse, ma non vogliate fare la miseria altrui; studiatevi di far gli altri felici. Non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri”, questo vale per ogni comunità umana, di lavoro, familiare e parrocchiale.

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Domenica 11 Gennaio 2014 Dal Vangelo secondo Marco

“In quel tempo, GBATTESIMOiovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»”.

Parola del Signore

 

Tratto dall’omelia del Santo Padre Francesco Cappella Sistina Domenica, 11 gennaio 2015

“… Voi mamme date ai vostri figli il latte – anche adesso, se piangono per fame, allattateli, tranquilli. Ringraziamo il Signore per il dono del latte, e preghiamo per quelle mamme – sono tante, purtroppo – che non sono in condizione di dare da mangiare ai loro figli. Preghiamo e cerchiamo di aiutare queste mamme. Dunque, quello che fa il latte per il corpo, la Parola di Dio lo fa per lo spirito: la Parola di Dio fa crescere la fede. E grazie alla fede noi siamo generati da Dio. E’ quello che succede nel Battesimo. Abbiamo ascoltato l’apostolo Giovanni: «Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio» (1 Gv 5,1). In questa fede i vostri bambini vengono battezzati. Oggi è la vostra fede, cari genitori, padrini e madrine. E’ la fede della Chiesa, nella quale questi piccoli ricevono il Battesimo. Ma domani, con la grazia di Dio, sarà la loro fede, il loro personale “sì” a Gesù Cristo, che ci dona l’amore del Padre.

Dicevo: è la fede della Chiesa. Questo è molto importante. Il Battesimo ci inserisce nel corpo della Chiesa, nel popolo santo di Dio. E in questo corpo, in questo popolo in cammino, la fede viene trasmessa di generazione in generazione: è la fede della Chiesa. E’ la fede di Maria, nostra Madre, la fede di san Giuseppe, di san Pietro, di sant’Andrea, di san Giovanni, la fede degli Apostoli e dei Martiri, che è giunta fino a noi, attraverso il Battesimo: una catena di trasmissione di fede. E’ molto bello questo! E’ un passarsi di mano in mano la candela della fede: lo esprimeremo anche tra poco con il gesto di accendere le candele dal grande cero pasquale. Il grande cero rappresenta Cristo risorto, vivo in mezzo a noi. Voi, famiglie, prendete da Lui la luce della fede da trasmettere ai vostri figli. Questa luce la prendete nella Chiesa, nel corpo di Cristo, nel popolo di Dio che cammina in ogni tempo e in ogni luogo. Insegnate ai vostri figli che non si può essere cristiano fuori dalla Chiesa, non si può seguire Gesù Cristo senza la Chiesa, perché la Chiesa è madre, e ci fa crescere nell’amore a Gesù Cristo…”

 

Buona preghiera

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Natale, nuova nascita…

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A tre giorni dalla nascita di Gesù, assume un valore particolare il canto del Magnificat visto nella quarta puntata. E’ la proposta di uno stile ai noi non familiare, perché a pochi giorni dall’arrivo in famiglia di un bimbo siamo presi da ansia, preoccupazione, paura, forme di superstizione. Maria, invece in questo canto di ringraziamento, che è il o Magnificat, per quel piano divino che l’aveva scelta come Madre di Cristo, risponde con le parole: “l’ anima mia magnifica il Signore”. A poche ore di distanza dall’annunciazione, Maria in quel momento è stata in grado non solo di capire ma anche di esaltare il disegno divino. Da questo racconto possiamo imparare a leggere e a vivere ogni memento della nostra storia in umiltà, libertà e serenità come Maria ha fatto all’annunciazione, a Betlemme, in Egitto, a Nazaret, sotto la croce alla resurrezione, nel cenacolo.

Un buon Santo Natale, a tutti…

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Oggi, Martedì 16 Dicembre, inizia la Novena Natalizia!

È una forma di preghiera che precede la festa del Natale.

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Questa preghiera ci aiuta a prepararci interiormente alla celebrazione della solennità di Natale. Le letture e i canti che incontriamo nella Novena di Natale, mentre ci riconducono nell’alveo di una importante tradizione di fede, ci fanno anche assaporare e gustare la bellezza e il valore di questa festa.

Proseguendo nella scoperta della preghiera del vespro, oggi vedremo le INTERCESSIONI.

Intercedere significa farsi da intermediario, appunto la preghiera d’intercessione è molto semplicisticamente è quell’atto di pregare in favore degli altri.

Di seguito è riportata la preghiera d’intercessione di Martedì 16/12

INTERCESSIONI

Invochiamo il Verbo eterno, che attraverso la sua umanità ha aperto per noi una via nuova e vivente al santuario del cielo: Vieni e salvaci, o Signore. Noi ti attendiamo, pieni di speranza, – vieni, Signore Gesù. In te abbiamo esistenza, energia e vita, o Signore, – vieni e rivela a tutti gli uomini la tua presenza. Tu, che non sei lontano da ciascuno di noi, – mostrati a coloro che ti cercano con cuore sincero. Padre dei poveri e consolatore degli infelici, – dona libertà ai prigionieri, conforto ai sofferenti. Tu che sei il Dio della vita, – concedi la gioia eterna ai nostri fratelli che oggi sono morti sul lavoro.

Buona Preghiera

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Lettura Breve

Nelle precedenti puntate abbiamo già ricordato come la Liturgia delle ore, (della quale fanno parte anche i Vespri), non sono un modo MECCANICO di ripetere delle formule incomprensibili ma una modalità per restare a contatto con il Signore quotidianamente e costantemente.

Di seguito la lettura breve di Martedì 9/12/2014:

LETTURA BREVE Cfr 1 Cor 1, 7b-9 Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli ci confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo: fedele è Dio, dal quale siamo stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro.

Buona preghiera.

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La festa dell’Immacolata

Martedi’ scorso abbiamo visto il testo del “Magnificat” vi ricordate? Il cantico pronunciato da Maria a Elisabetta, ma chi era Maria di Nazaret?

Ogni anno, l’8 dicembre festeggiamo la festa dell’Immacolata

immacolata

Il dogma fu proclamato nel 1854 dal beato Pio IX, ma in realtà nella credenza popolare l’idea era presente sin dalle primissime comunità cristiane.

Ma cosa significa “Immacolata Concezione”?

In questo periodo di attesa per il Natale, per la nascita di Gesù, è abbastanza normale parlare anche della mamma di quel bambino che il mondo attende.

L’arcangelo Gabriele, le appare un giorno e le parla di cose enormi: le dice “Ave, piena di grazia. Il signore è con te”. Le dice che avrà un bambino, sarà il figlio di Dio.

Poteva Dio scegliere una persona malvagia per accogliere il suo Figlio?

Quando una mamma qualunque aspetta un bambino prepara la casa, prepara i vestiti, il lettino… Dio ha “preparato” in un certo senso la sua mamma, facendola nascere senza peccato (sin dal concepimento). I genitori di Maria si chiamavano Anna e Gioachino (erano i nonni di Gesù) ed erano molto vecchi quando lei nacque. Lei fu la risposta alle loro più ardenti preghiere. Maria nacque dunque senza il peccato originale, senza la macchia che colpisce gli uomini. Questo è un regalo unico, nessun altro essere umano ha mai avuto un regalo così, perché Gesù aveva scelto la sua mamma ancora prima che lei venisse al mondo e le aveva fatto un regalo speciale. Eppure Maria rimane libera in ogni momento della sua vita: l’angelo non va a darle un ordine, va a chiedere un permesso. E Maria risponde senza esitazioni: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Pur senza il peccato originale, Maria poteva scegliere il bene come il male e ha scelto di fidarsi di Dio.

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COME SI STRUTTURA LA PREGHIERA DEL VESPRO?

  •  INNO
  • Antifone ai salmi
  • Salmi
  • Lettura breve
  • Responsio breve
  • Antifono del Magnificat
  • Magnificat
  • Intercessioni
  • Padre Nostro
  • Orazione

Ma cos’è il magnificat?

Cantico di Maria o Magnificat

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
ad Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Spiegazione

Maria si reca da Elisabetta sua cugina che abita ad Ein Karen, una collina di Gerusalemme, il viaggio è lungo, infatti da Nazaret a Ein Karen sono circa 150 Km, ma Maria sa che la cugina anziana, potrà avere bisogno di lei e si mette in cammino.
Appena Maria entra nella casa, Elisabetta la vede, il bambino che ha in grembo (Giovanni il Battista) sussulta. Elisabetta, allora, saluta Maria con queste parole:”Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!”
A queste parole Maria risponde con il Magnificat.

1) Il cantico di Maria è pieno di citazioni dell’Antico Testamento, ella inizia cantando la Salvezza di Dio nella sua persona. Maria non si inorgoglisce per il dono che il Signore le ha fatto, ma lo ringrazia e si accorge ancor di più della sua piccolezza.
2) La prospettiva si allarga e la Salvezza raggiunge i poveri della terra, gli emarginati, i deboli, gli umili.
3) Il cantico,infine, si dispiega allargando lo sguardo alla prima Alleanza fatta con Abramo che si stende su tutta la discendenza, su tutti, per tutta la durata del tempo.

Messaggio

Il testo evangelico ci fa comprendere cosa Dio intende per Salvezza, è nella persona del Messia atteso, è nella persona del suo unico Figlio Gesù.

E’ un testo rivoluzionario Dio non sta con i potenti, i ricchi, i superbi, ma sta con i deboli, i poveri per questo Gesù nasce in una stalla e non in un palazzo regale, per questo l’annuncio della sua nascita viene fatto per primo ai pastori.

Gesù è venuto a consolare, a vivere la dimensione umana più diffile per dirci che Egli conosce i nostri dolori, le nostre fatiche e ci accompagna e ci sostiene sempre nel nostro cammino e a noi chiede solo di amarlo “se noi lo vogliamo”.

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